OGMedica – Clinica di Medicina Estetica -Dr. Castorina

Cheloide e cicatrici ipertrofiche: cosa sono, le differenze e i rimedi in Medicina Estetica

Cheloide e cicatrici ipertrofiche: cosa sono, le differenze e i rimedi in Medicina Estetica

Nell’arco della vita può capitare a tutti di subire un evento traumatico che causa una lesione sulla pelle e nei tessuti più profondi. 

La conseguenza diretta è il processo di cicatrizzazione che ha come obiettivo quello di riparare il danno. Concluso tale processo, il più delle volte, rimane la cicatrice, soprattutto quando si tratta di una lesione profonda.

Ogni organismo è capace di riparare una lesione, ma il processo di guarigione non avviene sempre allo stesso modo: in alcuni casi la cicatrizzazione è più veloce, in altri richiede più tempo. 

Proprio da questi fattori dipende anche l’aspetto della cicatrice che, in alcuni casi, risulta quasi invisibile, mentre in altri è talmente evidente da diventare un peso, soprattutto quando le zone interessate sono le più esposte. Queste cicatrici esuberanti possono distinguersi in cicatrici ipertrofiche e cicatrici cheloidi.

Vediamo i fattori di rischio e come intervenire.

I fattori di rischio di una cattiva cicatrizzazione

In un normale processo di guarigione, la cicatrice corrisponde alla ferita stessa, non sfora i margini, si presenta liscia e di colorito chiaro e tende a regredire nel tempo.


Talvolta, la perdita dei meccanismi di controllo che normalmente regolano il fine equilibrio di riparazione e rigenerazione dei tessuti, può portare alla variazione del normale processo di guarigione di una ferita della pelle. Questa anomalia è probabilmente indotta da variabili come ipersensibilità, infiammazione prolungata della ferita, chiusura inadeguata o traumi ripetuti.


Tutti i fattori sopra elencati possono influenzare la fase di guarigione della ferita, generando esiti differenti dalle normali cicatrici.

Cicatrice ipertrofica: cos’è

La cicatrice ipertrofica si forma a seguito di una cicatrizzazione anomala, cioè quando i processi di riparazione cellulare risultano essere maggiori rispetto al normale.

La cicatrice ipertrofica compare solitamente dopo uno o due mesi dalla guarigione completa della ferita: si caratterizza per il colore rosso, risulta essere spessa e in rilievo ed è spesso accompagnata da dolore e prurito, a volte intenso e fastidioso.

In alcuni casi, quando la cicatrice è particolarmente estesa, è necessario utilizzare tecniche ambulatoriali più articolate o protocolli di cure combinate, affinché si possa ottenere un concreto miglioramento nell’aspetto dell’esito cicatriziale.  

Cicatrice cheloide: quando si formano

Nel perdurare dello stato infiammatorio, la cicatrice ipertrofica può trasformarsi in cheloide, lesione che va ad interessare anche i tessuti vicini, invadendoli e aumentandone le dimensioni.

I cheloidi sono esiti cicatriziali abnormi, dal colorito rosaceo che si formano sulla pelle in seguito a traumi, abrasioni, ferite, ustioni, piercing o tatuaggi o anche rimozioni con laser degli stessi.

Le varie sollecitazioni causano una produzione anomala di fibroblasti (le cellule del tessuto connettivo responsabili della rigenerazione della pelle). 

L’iperattività dei fibroblasti diventa responsabile di una crescita esagerata della lesione oltre i margini della ferita originale.

Un esito cicatriziale che forma un cheloide è solitamente caratterizzato da una consistenza ispessita e dura nell’area della pelle interessata e difficilmente regredisce nel tempo.

Cheloide e cicatrice ipertrofica: le differenze

Cicatrici ipertrofiche e cheloidi differiscono per l’aspetto e per la composizione del tessuto. Se la cicatrice è ipertrofica l’esito cicatriziale appare risollevato, rimanendo però confinato alla zona del taglio; il cheloide, invece, si allarga fino a creare delle protuberanze. Inoltre, a differenza della cicatrice ipertrofica, una cicatrice di tipo cheloideo è composta soprattutto da tessuto fibroso.

Le due cicatrici differiscono anche nella guarigione: se le cicatrici ipertrofiche possono anche regredire spontaneamente, il cheloide necessita di un intervento ambulatoriale. 

Le zone più colpite dai cheloidi

Le lesioni cheloidee possono manifestarsi su tutto il corpo, anche se alcune zone sono più soggette di altre, per esempio la schiena, lo sterno e la parte posteriore del collo. 


Anche le orecchie sono spesso inclini a generare cicatrici di tipo cheloideo che si formano solitamente a causa di infiammazioni o infezioni determinate dall’applicazione di orecchini e piercing; poiché queste ultime sono posizionate su una zona molto visibile ed esposta del corpo, causano particolare disagio a chi ne è affetto. 

Cheloide: cura e prevenzione

Presso i suoi ambulatori di Milano e Catania, la Dott.ssa Milena Castorina interviene su cicatrici ipertrofiche e cheloidi al fine di migliorarne l’aspetto. 

Le procedure mediche ambulatoriali utilizzate vengono spesso combinate in base allo stadio di gravità:

  • infiltrazioni di cortisone: agiscono direttamente sull’ ispessimento cheloideo per ridurne le dimensioni;
  • laser CO2 frazionato: vaporizza la superficie cutanea generando una esfoliazione che favorisce la produzione di collagene, minimizzando l’aspetto dell’esito cicatriziale.
  • peeling chimico: rimuove gli strati cutanei più esterni rinnovando e migliorando l’aspetto della lesione;
  • inoculazione di biorivitalizzante: riattiva il naturale trofismo della pelle.

Purtroppo, non vi è una profilassi da seguire per evitare la formazione di cicatrici cheloidi.  

La prevenzione, banalmente, consiste nel non provocare traumi “inutili” alla pelle, ad esempio con piercing e/o tatuaggi, soprattutto in quei casi dove si sono già verificati cheloidi.

Per limitare la crescita abnorme della cicatrice cheloide si consiglia una frequente applicazione di creme nutrienti e ricche di antiossidanti.

Hai una cicatrice cheloide e vuoi eliminarla? Non esitare a contattarci per un consulto per trovare la soluzione più adatta al tuo problema.  

Milena Castorina, Medico Estetico a Catania e Milano

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